Anche Leggermente Torino approda a Valdocco

Foto Marzia Allietta

Leggermente Torino è un progetto di promozione della lettura avviato da Fondazione Cascina Roccafranca, in collaborazione con le Biblioteche Civiche Torinesi, la Biblioteca Civica Villa Amoretti e la Libreria Gulliver. Mette in dialogo gli autori e le autrici con il loro pubblico in una serie di incontri lungo tutto l’anno.

Quest’anno l’iniziativa si è estesa a tutta la Rete delle Case del Quartiere. Il Cecchi Point si è gemellato al gruppo di lettura Teste di Medusa, che si riunisce da 5 anni nel nostro quartiere a Portmanteau.

Foto Marzia Allietta

Il primo appuntamento del 5 febbraio 2022 ha visto il quartiere protagonista con un reading itinerante con Francesco La Rocca, autore di Interno Corte, Gallucci Editore, illustrazioni di Moisi Guga.

Foto Marzia Allietta

Dalla Biblioteca Civica Italo Calvino, abbiamo passeggiato fino a St’Orto, il giardino di comunità con attività per bambini recuperato da Fondazione Fuoridipalazzo, passando per Portmanteau con uno dei tipici cortili di ringhiera.

Proprio un palazzo di ringhiera è il protagonista del libro, con due scale principali, diciotto appartamenti e le vite degli inquilini che si snodano una dopo l’altra. Interno Corte è la storia di un’assemblea condominiale, ma anche della varia umanità con cui conviviamo e in cui possiamo riconoscersi.

L’incontro si è concluso con la presentazione all’interno della biblioteca.

Francesco La Rocca ha studiato Diritti Umani e lavora nel sociale. È autore del podcast Le Perifantaferie.

Prossimo appuntamento

Leggermente incontra 𝗣𝗲𝗿𝗰𝘆 𝗕𝗲𝗿𝘁𝗼𝗹𝗶𝗻𝗶

per parlare del suo libro

𝘿𝙖 𝙨𝙤𝙡𝙖
𝗗𝗶𝗮𝗯𝗼𝗹𝗼 𝗘𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶
𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗾𝘂𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗖𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶 𝗣𝗼𝗶𝗻𝘁

con il gruppo di lettura 𝗧𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗲𝗱𝘂𝘀𝗮 e il gruppo 𝗦𝗶𝘀𝘁𝗮𝗿 in collaborazione con 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲𝗮𝘂

Per maggiori informazioni

https://bct.comune.torino.it/sedi-orari/italo-calvino

https://medium.com/teste-di-medusa

http://www.cecchipoint.it/

I Graphic Days approdano a Valdocco!

GRAPHIC DAY IN THE CITY

A VALDOCCO: Venerdì 17 settembre h 17,30 m- 19,30
Scuola Primaria De Amicis, via Masserano 4

GRAPHIC DAYS è un calendario di eventi gratuiti diffusi in città (dal 16 al 26 settembre) che copre dieci giorni di iniziative dedicate al visual design. La nuova edizione del festival prevede mostre, performance, attività esperienziali e workshop all’interno dello spazio di Toolbox Coworking, sede principale, e numerosi eventi diffusi sul territorio cittadino.

Durante la giornata del 17 settembre si alterneranno conferenze, mostre e workshop dedicati alle arti visive, attraverso il coinvolgimento di diverse realtà curatoriali e attori di ambiti affini e non, con l’intento di favorire processi virtuosi di contaminazione tra idee e competenze.

Eterogenee e numerose le location: sedi auliche e spazi informali, luoghi generalmente non accessibili al pubblico o inaspettati, come le vetrine di uno studio di design o i cortili inesplorati cittadini.

LA CITTÀ INVISIBILE. STORIE IMMAGINARIE DI QUARTIERI REALI è l’appuntamento a cura di Cecilia Campironi, Nicoletta Daldanise e Paola Fagnola

in collaborazione con il blog “Approdo a Valdocco”

Il workshop prende spunto dal pamphlet “La contrada dei bisbigli”, ideato nella forma di libro-mappa da Cecilia Campironi e Nicoletta Daldanise, come parte dell’iniziativa promossa da Bottega Fagnola, “La città invisibile”, per rendere omaggio ai quartieri di Torino. Il volume, in edizione limitata, ripercorre un isolato della Contrada dei Guardinfanti in chiave immaginaria. Il laboratorio de La città invisibile unirà alla scrittura tecniche artistiche e di legatoria. La narrazione prenderà spunto in prima battuta dall’osservazione del quartiere e dalla raccolta delle storie dei suoi abitanti, per poi rielaborare un percorso di attraversamento urbano a metà tra realtà e fantasia.

La serie di libri-mappa, realizzati dai partecipanti al workshop, diventeranno così una fanzine con cui accompagnare le famiglie e altri cittadini alla caccia di dettagli insoliti nel reticolato urbano o magari verso l’inizio di una nuova storia.

#GDinthecity#graphicdaystorino #graphicgang

CLICCA QUI per il programma

paragrafo 8

(Autore: Daniele)

Ora non è proprio il momento, Rosy in questo caso non sarebbe d’aiuto. Quindi, con fare da agente segreto, cerco di non farmi vedere, anche se questo comportamento mi fa quasi notare di più nella folla.

 Rosy comunque per mia fortuna non mi nota, anzi sembra completamente distaccata da ciò che ha intorno, è concentrata su qualcosa che ha in mano, anche se non riesco a capire cos’è.

Vabbè ho altro a cui pensare. Passo Strada Del Fortino ed il ponte che ne viene dopo, continuo per Via Cigna ed arrivo in Corso Novara.

Casa di Ricky è dall’altra parte della strada, di fronte ad un’area abbandonata, che ora, con il tramonto alle porte, ha un nonsoché di spettrale.

Attraverso il corso e arrivo al suo portone. Suono, ma non risponde nessuno.

”Sono le sei passate, per quale motivo a casa non c’è nessuno?”

Suono un’altra volta, ma continua a non esserci una risposta.

“Ora ricordo, il citofono è rotto, me lo aveva detto anche l’ultima volta che ero andata da lui”. Allora provo a richiamarlo. Continua ad esserci la segreteria, ed io comincio ad essere irrequieta.

“Forse dovrei chiamare la polizia”, penso, “ma se Ricky centrasse con questa storia dell’uovo, non credo che la polizia potrebbe fare qualcosa, dato che si parla comunque di magia”.

Presa da uno scatto di pazzia, mi arrampico sul muro e cerco di arrivare al balcone: lui abita al primo piano, entrare in casa è fattibile. Con un’abilità uscita da chissà dove, riesco abbastanza facilmente a salire sul suo balcone.

La portafinestra è già aperta.

L’ansia mi sale sempre di più. Un telefono sul tavolo squilla. Mi accorgo di non aver staccato la chiamata: quello deve essere il suo telefono.

In casa ovviamente non c’è nessuno, quindi mi precipito nella stanza di Ricky.

Non è tutta soqquadro come nel mio sogno, ma il quadro di Topolino è per terra ed il buco nel muro… quello c’è.

Qualcosa nell’ombra sbrilluccica, mi avvicino e mi accorgo che è una squama. L’uovo deve essere passato per forza da lì !

Per terra poi, vedo un pezzo di tessuto che spunta da sotto il quadro. Con mia grande sorpresa è il cappello di Rosy!

LA SCELTA DA COMPIERE:

scelta 13:

Chiamo Rosy e le chiedo spiegazioni riguardo a questa storia e…

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And the winner is….

La vincitrice del contest fotografico 2020 è Silvia che ci ha proposto una versione inedita dell’arteria che attraversa il quartiere. Silenzio e cieli tersi trasformano con una nota positiva l’isolamento che abbiamo vissuto.

PIC Silvia Limone

Corso Principe Oddone 1°Maggio 2020: così non lo rivedrò mai più

paragrafo 5

(Autrice: Mina)

Spaventata cerco di correre il più lontano possibile ma non riesco a fare nemmeno tre passi che una strana forza magnetica mi riporta lì. Il vento mi spinge ad entrare nell’oratorio. Ho sempre pensato che i luoghi legati alla chiesa avessero un’aria intrigante e creepy nello stesso tempo.

Sento le voci dei bambini che ridono, guardo per terra e noto che ci sono orme che appaiono, eppure non vedo nessuno. E’ come se fossi in un universo parallelo. Non riesco a muovermi, più ci provo e più rimango bloccata, sono paralizzata dalla paura, l’unica parte del mio corpo che posso controllare sono gli occhi che però tengo fissi sull’uovo. Sento di nuovo la voce di prima che mi sussurra con tono minaccioso: “Prendilo e fuggi via il più in fretta possibile”. Non me lo faccio ripetere due volte e corro verso la fonte luminosa tremando come una foglia. L’uovo è davanti a me: non è poi così grande, riesco a tenerlo in braccio senza troppi problemi. Lo avvolgo con un telo grigio che mi ero portata dietro, in modo da non dare troppo nell’occhio; esco da questo luogo a dir poco inquietante quasi volando e mi dirigo a casa mia.

Pill, dietro di me, corre con la coda tra le gambe e mi scorta fin sotto casa per poi andarsene come sempre per la sua strada.

Ho il respiro così affannato che rischio di andare in iper-ventilazione… “Okay Nina calmati, fai un bel respiro profondo”, piano piano il battito cardiaco rallenta e le immagini si fanni più nitide. Appoggio l’uovo sul mega cuscino che ho dietro il letto e mi butto sul pavimento gelido di camera mia in modo da calmarmi un po’… striscio verso l’uovo ed inizio ad osservarlo: cosa ci potrà mai essere all’interno? Migliaia di idee mi affiorano alla mente, ma solo tre di queste mi sembrano possibili. La meno convincente credo che sia l’opzione dell’uovo di struzzo, perché per prima cosa non è blu, e poi… col cavolo che mi prendo 3240 infarti per un pulcino di struzzo (con tutto il rispetto per questi magnifici uccelli), l’unica ragione per cui mi è venuta in mente sono le dimensioni. La seconda opzione è l’uovo di Emù (un altro pennuto con una struttura simile allo struzzo): le uova di Emù sono bluastre/verde scuro, e in più sono abbastanza grandi, l’unica cosa è che gli mancano  le squame. Rimane quindi l’ultima opzione… gioco molto a Dungeons & Dragons, sono un guerriero, e non per vantarmi ma me la cavo abbastanza. So benissimo che tipo di draghi esistano in quel mondo fantastico, so anche come sono fatte le uova di questa sorta di rettili alati e ora sono sicura al 100% che il mio sia uno di questi. L’unico dubbio è: quale drago uscirà? L’uovo blu è abbastanza comune fra queste creature mitologiche, è tipico sia del drago blu sia di alcune specie di quello bianco, il problema è che hanno caratteristiche completamente diverse.

Mi sento piuttosto confusa, non solo per il fatto di non sapere come custodire questo uovo e che tipo di drago vi si nasconda dentro, ma anche perché non so cosa sarà della mia vita.

Come lo nasconderò agli altri? E, una volta cresciuto, dove lo metterò? Diventerà pericoloso? Come potrò nutrirlo adeguatamente? Mi dovrò trasferire, abbandonando la mia città ed i miei amici, per far crescere in sicurezza loro e il mio drago?

Tutte queste domande continuano a perseguitarmi e mi inizia a  girare la testa. Intanto metto l’uovo al riparo sulla poltrona di camera mia in mezzo ai peluches e cerco di liberare la mente… finché la notifica di un messaggio mi riporta alla realtà.

LA SCELTA DA COMPIERE:

scelta 11:

Decido di aprire il messaggio…

Vai al paragrafo 11

 scelta 12:

Decido di ignorare il messaggio…

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paragrafo 4

(Autrice: Margherita)

Finalmente l’ho preso!

Dentro un uovo come questo non può esserci altro che un drago o un’altra strana creatura! Mi piacerebbe avere a che fare con uno di questi esseri fantastici, da piccola ero appassionata di cartoni fantascientifici e fantasy, mi ricordo anche che con gli amici a scuola giocavo molto con delle carte simili a quelle dei Pokémon, ma riguardanti i draghi; mi piaceva molto collezionare statuette di draghi, ne avevo una mensola piena: quelli li ho ancora, conservati tutti in garage dentro una scatola. Se ci ripenso solo quello per me era entusiasmante, ora invece mi ritrovo con un uovo contenente chissà quale tipo di creatura in braccio… semplicemente fantastico eh! Come faccio a nasconderlo a tutti e perché è capitato a me?!

Però non può altro che piacermi avere con me un uovo di drago (sempre che di drago sia), magari avrò la possibilità di allevarlo, crescerlo, chissà. Bisogna solo stare attenti.

Intanto devo mantenere la calma, tornare a casa e nascondere l’uovo da qualche parte. Passando per corso Ciriè tutti mi guardano perplessi, non li si può biasimare, ho un uovo squamoso dai colori sgargianti fra le braccia… arrivata a casa appoggio l’uovo sul tavolino del salotto, mi siedo sul divano e lo osservo pensierosa. Mi lavo le mani,mi prendo un bicchiere d’acqua e mi metto a leggere un manga fantasy in camera. Passa un po’ di tempo, pranzo e sbrigo un paio di cose; all’improvviso sento uno strano rumore, come uno scricchiolio: ritorno in salotto e noto che le squame dell’uovo si muovono, sembrava che ondeggino. Sto ferma, incuriosita… è come se l’uovo voglia comunicare con me, farmi capire qualcosa. Questo mi rende entusiasta, ma allo stesso tempo rende tutto molto ambiguo.

<Tin!> mi arriva una notifica dal telefono e mi prendo un colpo, le squame smettono di muoversi, non so se prendere il telefono e guardare… e se fosse quel numero lì? Quello che mi ha scritto il messaggio riguardo l’uovo?Afferro il cellulare e subito mi tranquillizzo, era Rosy: “Vieni verso le 15 al parco Dora? Ci incontriamo davanti scuola, vengono anche Giulia, Sarah e Fra. Poi andiamo alla Coop. Ah e porta lo skateboard” Così c’è scritto nel messaggio. Si sono fatte le 14:13 ed io non ho ancora nascosto l’uovo: lo metto semplicemente nell’armadietto fuori in balcone tra le cassette degli attrezzi, lì nessuno va mai a controllare. Rispondo a Rosy dicendole di aspettarmi, mi metto le scarpe, prendo lo skate e alle 14:50 mi avvio per strada. Arrivo poco dopo in via Pesaro, praticamente a scuola. Ci divertiamo molto, ma nello stesso tempo ho per tutto il pomeriggio un forte mal di testa. Che sia l’influenza dell’uovo su di me? Torno a casa verso le 18 e mi arriva un messaggio…nuovamente mi sale l’ansia: questa volta sì, mi aveva scritto quel numero. Ma io lo avevo bloccato! Questa storia si fa troppo inquietante.

Sono troppo tentata dall’aprire il messaggio, sulla schermata ovviamente compare la notifica del messaggio e riesco a leggere solo: “Bene,adesso che hai completato parte della missione…” Non riesco a leggere altro, caspita che ambiguità.

LA SCELTA DA COMPIERE:

 

 

 

 

scelta 11:

Decido di aprire il messaggio…

 

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 scelta 12:

Decido di ignorare il messaggio…

 

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paragrafo 6

(Autrice: Viola)

Paragrafo 6 (Autrice:Viola)

Mi giro per vedere di chi fosse stata quella voce profonda e inquieta che si era avvicinata a me. Ancora una volta non c’è nessuno. Vorrei chiedere “C’è qualcuno?”, ma sa troppo di film… e poi, nel caso ci fosse, non credo mi risponderebbe.

Il vento si arrampica sul mio corpo nudo e la mia pelle fredda ormai non la sento più. Le braccia si intrecciano tra di loro e le gambe rimangono unite per farsi calore a vicenda, con scarsi risultati devo dire.

Il mio sguardo è basso e non capisco perché sono ancora qui davanti. Potrei ritornare a casa e mettermi sotto le lenzuola, ma è come se i miei piedi fossero incollati al gelido cemento. Decido quindi, di alzare la testa e guardare davanti a me. C’è una signora. Una signora con un età che si aggira intorno alla cinquantina. Si notano subito i suoi lunghi capelli neri e la sua bocca rifatta. Le sopracciglia grandi e scure e il suo naso gobbo. La bassa statura e le gambe corte. È magra, molto magra. È minuta, ma è una bella donna. 

Il suo vestito rosso fuoco mi sta accecando. Mi sono accorta che la cosa che mi accecava prima, adesso non c’è più. Dove sarà? Che fine ha fatto il mio amato uovo che ho odiato per tutto questo tempo? Magari l’uovo è la donna davanti a me. O magari sto impazzando e mi sto illudendo che questa sia una storia di magia.

“Ti sei lasciata sfuggire l’uovo, a quanto sembra”

La sua voce ha placato quella nella mia testa. Il suo modo di parlare, il suo accento piemontese sono familiari. LEI mi è familiare. Vorrei risponderle, vorrei farle tante di quelle domande, ma le parole non riescono a uscire dalla serratura della mia bocca. Sono lì, ammassate l’una accanto all’altra nella mia gola. Come quando hai del cibo in bocca e non riesci a ingoiarlo per parlare. Vorrei chiederle da dove viene quel messaggio e chi l’ha archiviato. Vorrei chiederle che ci faceva quell’uovo davanti a me e adesso dov’è finito. Vorrei chiederle perché sono la prescelta, ma soprattutto, chi è lei.

Sto aspettando e sperando che la donna a pochi passi davanti a me parli. È lì a fissarmi da qualche minuto, ormai, e si aspetta che io le dica qualcosa. Vorrei almeno pronunciare dei suoni, ma le parole sono bloccate e la cerniera che tappa la mia bocca è ancora chiusa. È come quando la zip del giubbotto si impiglia con  il tessuto del bomber e non riesci a sbloccarlo.

“Se non vuoi parlare, parlerò io” dice la donna dinanzi a me. “Ti chiederai chi sono” continua “ma prima che ti dia queste informazioni, devi trovare l’uovo”.

L’ho già trovato, rimbomba nella mia testa.

“Dovevi prenderlo e portarlo via, ma te lo sei lasciato scappare. Ti darò un altro indizio e ti concedo, come ultima volta, di ritrovarlo. Te la senti o rinunci?”.

Me la sento. Nina, lo devi dire ad alta voce, così non ti può sentire.

Cerco di spingere le lettere una per una fuori dal buco, ma è come se ci fosse un muro, davanti alle mie labbra. Provo un altro metodo. Chiudo gli occhi e respiro piano, facendo uscire le parole liberamente senza fretta e senza spingerle. Quando se la sentono di uscire, usciranno, giusto Nina?

“Io me la sento, mi dica l’indizio” l’ho detto con una voce fin troppo decisa. Gli occhi sono rimasti chiusi, ma la bocca per fortuna si è aperta.

“Ha un enorme anello al naso, ma naso non è” ha detto la signora e subito dopo è scomparsa. Siamo rimasti  io e l’enigma. E solo adesso mi sono resa conto che Pill non è più a fianco a me.

Mi metto accovacciata, con le ginocchia che mi toccano il petto, a pensare dove potrei trovare un anello enorme. Non mi viene in mente nulla. Il cielo nel frattempo si sta schiarendo e il calore piano piano si appiccica alla mia pelle. Vedo Pill sbucare da via Sassari. Gli faccio segno di avvicinarsi, e lui lo sta facendo. Si mette seduto accanto a me e guarda avanti. Guardiamo la lunga strada di Via Ravenna, con alle spalle un enorme portone verde acceso, pensando allo strano enigma che la donna dal vestito rosso fuoco ci ha teso.

LA SCELTA DA COMPIERE:

scelta 9:

Cerco di trovare l’anello al più presto,

ma mentre cammino incontro…

Vai al paragrafo 9

 scelta 10:

Prima  di cercare l’anello, decido di sapere di più sull’uovo e sulla donna dell’enigma. Su internet scopro…

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