Tra le ali di Valdocco

Introduzione (autrice: Mina)

“Iiiih, sono in ritardo… ah, no aspe’ sono le 7:35 … come ho fatto a leggere 7:55?”

Rosy con grande pazienza mi sta aspettando un’altra volta sotto casa. Dopo essere scesa, mi sento osservata con aria di rimprovero dalla mia amica, che aspetta una delle mie fantastiche scuse: “Mi dispace, è che non trovavo le chiavi” oppure “Sorry, ma il gatto mi ha nascosto una scarpa”… Stavolta però mi limito a chiederle scusa.

Come al solito, tutta via Biella si sorbisce le nostre lunghe chiaccherate: normalmente parliamo dei sogni che abbiamo fatto durante la notte o perlomeno di quelli più strani. Oggi però non ho nulla da raccontare, a differenza di Rosy, che mi spiega di aver sognato un uovo di pulcino gigante… alla parola uovo mi si illumina la mente… In realtà qualcosa ho sognato anch’io, è un’ immagine ma non riesco a metterla a fuoco, c’è una sagoma ovale dai colori spenti, varia dal blu al verde/verde-acqua, non riesco a vedere altro, più mi sforzo e più l’immagine sembra sparire.

“Nina…. Nina…. NINAAA!!!!”

“Ehi, che c’è?”

“No, nulla… ti eri incantata”, mi dice Rosy con tutta tranquillità.

Tra una chiacchiera e l’altra siamo già arrivate a scuola passando per corso Ciriè. Quanto detesto passare per quel corso: per attraversarlo devi arrivare in un momento specifico… un piccolo ritardo e in un nano-secondo ti ritrovi una fila di macchine ad aspettare che scatti il verde.

Fuori dalla scuola notiamo che le aule e il corridoio hanno le luci spente, per poi scoprire da un professore che l’elettricità è saltata e non c’è modo di riattivarla. I docenti ci  dicono di ritornare a casa… sono quasi dispiaciuta di saltare scuola: oggi avevamo un bel laboratorio da fare in classe.

Una volta arrivata a casa, mi riappisolo con la scusa di essermi svegliata alle sette e mezza.

Rivedo l’ovale dai colori tenui. Stavolta però l’immagine è più nitida, quello che sembrava un semplice cerchio allungato si rivela un uovo, un uovo ricoperto da scaglie lucenti (assomiglia un po’ ad un carciofo); a fianco a questo ambiguo ovulo si può scorgere un pino quasi piegato su se stesso ed un’ altra figura che molto lentamente si sta mettendo a fuoco. Quell’albero mi sembra familiare. Sento di poter arrivare alla soluzione e capire cosa sta succedendo, quando… mi arriva un messaggio sullo smartphone.! Mi spavento perché il volume è alto. Cerco di riaddormentarmi, la suoneria però mi rimbomba nella testa e la curiosità di scoprire chi sia stato a scrivermi è troppo forte, così mi alzo e vado a controllare. Inizialmente penso che sia James, ma poi vedo che il suo messaggio risale alle otto meno un quarto. Scorro più in basso per vedere gli altri messaggi ma non trovo nulla di troppo recente, finché non arrivo al fondo e noto che c’è una chat archiviata, il che mi sembra strano: non ho mai avuto il bisogno di archiviarne una, eppure un numero sconusciuto è finito lì. Apro la chat e con grande perplessità leggo il messaggio: “Dirigiti al parco dai due tubi, mia prescelta, poi prendi l’uovo e non mostrarlo a nessuno, nemmeno ai tuoi cari. Quando ci sarà la luna piena, riportalo dove l’hai trovato. Quel che uscirà sara tuo”.

LA SCELTA DA COMPIERE:

 

 

scelta 1:

 MI BUTTO A CAPOFITTO IN QUESTA STRANA AVVENTURA, RIGOROSAMENTE ACCOMPAGNATA DAL MIO ANIMALE DI FIDUCIA.
 Vai al paragrafo 1. 

 

 scelta 2:

 ELIMINO IL MESSAGGIO E CERCO IN TUTTI I MODI DI DIMENTICARLO, MA...
 Vai al paragrafo 2. 

4 pensieri riguardo “Tra le ali di Valdocco”

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